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Congresso Ingegneri: sistemi ordinistici di fronte alla sfida del cambiamento

Tema dell’ultima tavola rotonda del 61° Congresso

Si è svolta stamane l’ultima tavola rotonda del 61° Congresso degli Ingegneri “Sistemi Ordinistici: la sfida del cambiamento della società e dei processi economici”. 

Zambrano: “Dobbiamo procedere noi stessi nella direzione della riforma partendo dalle esigenze dei nostri iscrittie dei loro committenti”.

“Al contrario di quanto si possa pensare, a livello europeo si sta consolidando una visione positiva dei sistemi ordinistici. In questo senso, mi augur che la Brexit possa rafforzare questa tendenza”. Queste le parole del Presidente del CNI Armando Zambrano nel corso della tavola rotonda “Sistemi Ordinistici: la sfida del cambiamento della società e dei processi economici”, l’ultima prevista nell’ambito del 61° Congresso degli Ingegneri. A proposito della riforma dei sistemi ordinistici, Zambrano ha poi aggiunto: “Dobbiamo procedere noi stessi nella direzione della riforma. Bisogna partire dalle esigenze dei nostri iscritti - e dei loro committenti) - per verificare cosa possiamo fare di concreto per loro attraverso le nostre strutture”.

Lorenzo Castellani (Direttore scientifico della Fondazione Einaudi) ha sottolineato come “per anni abbiamo sentito parlare degli ordini in termini negativi, strutture da eliminare. Da liberale dico che bisognerebbe stare molto attenti e fare le opportune distinzioni. Come per medici e ingegneri. Nel vostro caso mi pare una buona soluzione la federalizzazione”. Castellani, poi, sempre da posizioni liberali ha messo in guardia rispetto ai rischi connessi all’ingresso delle grandi società di capitali, come le banche, nelle società di ingegneria, col conseguente annientamento dei professionisti. CrtomirRemec (Presidente EuropeanCouncil of EngineersChambers) ha detto che i professionisti svolgono in Europa un ruolo essenziale nella società e gli ingegneri ne rappresentano una parte rilevante. Ha poi aggiunto: “Dobbiamo essere più presenti, avere più voce in capitolo, perché abbiamo organizzazioni nazionali forti come il CNI”. Giorgio Berloffa (Presidente CNA Professioni) ha puntato l’attenzione sul tema dell’aggiornamento professionale che sta al professionista come il tornio al meccanico. Inoltre, ha sottolineato come i professionisti debbano lottare per poter sedere ai tavoli di discussione col Governo in qualità di parti sociali. Infine, nel suo breve saluto la Senatrice Pamela Orrù (Commissione Lavori Pubblici) ha difeso il lavoro svolto sul nuovo Codice Appalti.

I lavori avevano preso avvio nella prima parte della mattina con le relazioni dei rappresentanti degli organismi del CNI. Sono intervenuti, in successione, Patrizia Angeli (IPE), Stefano Calzolari (CERTing), Vito Cardone (Quacing) e Luigi Ronsivalle (Centro Studi CNI). Andrea Gianasso (Consigliere CNI) e Felice Monaco (Presidente Ordine di Bologna) hanno parlato degli organismi di mediazione e conciliazione a livello nazionale.

Palermo 24 giugno 2016

comunicato stampa