Porti verdi, nodi strategici per il Paese

 f1.jpg

f2.jpg

 

Se ne è discusso in occasione del convegno organizzato a Barletta dal CNI, cui hanno inviato un contributo anche i Ministri Pichetto Fratin e Musumeci

I porti sono fondamentali infrastrutture strategiche, non solo nodi decisivi della logistica globale, ma anche sistemi caratterizzati da una forte intensità energetica, nei quali si concentrano attività diverse e interconnesse. Di conseguenza, i porti svolgono un ruolo cruciale anche sotto il profilo energetico e ambientale. Oggi ai porti viene richiesto un salto di qualità che implica la capacità di coniugare prestazioni, competitività ed efficienza energetica, riducendo al contempo l’impatto ambientale. Questo il tema al centro del convegno “Porti verdi. Politiche di efficienza e sostenibilità energetica”, evento organizzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, con la collaborazione di Assoporti, del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Barletta-Andria-Trani, tenutosi ieri a Barletta.

Ricca la presenza istituzionale. Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, si è espresso così: “Il tema della portualità è essenziale per l'Italia. Dai porti passano tanti scambi e per un paese trasformatore come l'Italia sono l'elemento essenziale. Questo è ancora più vero in un periodo di tensione internazionale come quello che stiamo vivendo per organizzare risposte alle crisi.  Il governo è in prima linea per tutelare la loro centralità e renderli sempre più efficienti. Puntiamo anche alla loro sostenibilità ambientale, decisiva per le comunità portuali. Per questo sono stati oggetto di importanti investimenti da parte del PNR, con progetti avviati per oltre 145 milioni che hanno generato opere per un valore di 170-180 milioni”.

 

Nello Musumeci, Ministro per la Protezione civile e per le Politiche del mare, ha affermato: “L'efficientemente energetico, il progetto Porti Verdi per il quale il PNRR ha previsto alcune centinaia di milioni, è la sfida che siamo chiamati tutti ad affrontare non soltanto le autorità di Sistema Portuale e non soltanto le strutture ministeriali, non soltanto il pubblico ma anche il privato. La scommessa si vince anche sulla capacità di sapere individuare gli obiettivi, di saperli programmare e di saper fare un uso razionale delle risorse”. 

 

Francesco Mastro, Presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, nel suo intervento ha detto: “La transizione energetica e la sostenibilità ambientale rappresentano oggi una delle principali direttrici di sviluppo per i porti dell’Adriatico meridionale. Il ruolo delle infrastrutture portuali nella crescita economica dei territori e nella competitività del Paese è sempre più strategico, bisogna agevolarlo e sostenerlo con decisione affinché il treno dell’innovazione possa continuare a correre e a raggiungere traguardi sempre più importanti e strategici per il Sistema Italia”. Dal canto suo Roberto Petri, Presidente di Assoporti ha dichiarato: “Riteniamo queste iniziative molto utili e importanti per la portualità italiana. Prevedere opere resistenti nei nostri porti è essenziale, e il lavoro portato avanti dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri va valorizzato e integrato con le necessità sia della sostenibilità che della competitività”.

 

Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI, ha così presentato la giornata: “L’evento di oggi è frutto di un cammino iniziato da oltre un anno che ha visto la nostra Consigliera Irene Sassetti e il coordinatore del GdL sull’ingegneria del mare, Andrea Ferrante, dare vita ad un lavoro caratterizzato da visione, continuità e qualità dei risultati. L’Italia è un paese circondato dal mare. In un contesto geopolitico instabile la centralità delle infrastrutture portuali non è un dato teorico ma una questione di sicurezza nazionale. Il porto del futuro è una piattaforma in cui energia, logistica e digitalizzazione convergono. Su questa frontiera servono gli ingegneri”. 

Dopo i saluti istituzionali di Nicola Rutigliano (Consigliere Regionale Puglia) e di Umberto Fratino (Rettore del Politecnico di Bari), in apertura dei lavori è intervenuta Antonella Cascella (Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di BAT e Componente del GdL Ingegneria del mare del CNI) ha detto: “Viviamo una fase storica in cui la sostenibilità non è più una scelta opzionale, ma una responsabilità imprescindibile. I porti, nodi strategici per lo sviluppo economico, logistico e territoriale, sono oggi chiamati a una trasformazione profonda: da infrastrutture tradizionali a sistemi integrati, efficienti e rispettosi dell’ambiente”.

La prima sessione tecnico-scientifica, introdotta e coordinata da Roberto Tomasicchio (EUMER Lab Componente del GdL Ingegneria del mare del CNI), è stata preceduta da un intervento di Andrea Ferrante (Presidente della Sezione speciale PNRR del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici) che ha detto: “Le esperienze presentate oggi sono fondamentali perché restituiscono un quadro in cui la transizione dei porti italiani risulta concretamente avviata, viva e già visibile nelle infrastrutture e nei sistemi realizzati. Un modello infrastrutturale così innovativo, però, richiede continuità, integrazione e capacità di governo nel tempo. La trasformazione infrastrutturale ed energetica in atto si deve misurare attraverso la qualità delle opere realizzate, che devono avere effetti duraturi nel contesto sociale, produttivo ed economico del nostro paese”. Successivamente Ferrante ha presentato un report sull’attività del gruppo di lavoro PIANC su energie rinnovabili ed efficienza energetica nei porti. Gianmaria Sannino (Responsabile del Laboratorio modellistica climatica ed impatti di ENEA) si è soffermato sul Piano strategico delle tecnologie per l’energia dal mare. Giuseppe Parise (Presidente di AEIT) ha illustrato il tema dell’efficientamento della distribuzione elettrica nei porti ed elettrificazione delle banchine. Felice Arena (Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria), infine, ha parlato dell’energia dal moto ondoso, in particolare dei dispositivi a colonna d’acqua oscillante owc.

La seconda sessione, realizzata in collaborazione con Assoporti, è stata dedicata a progetti e a realizzazioni concrete. E’ stata introdotta da Irene Sassetti, Consigliera Tesoriere del Consiglio Nazionale degli Ingegneri con delega all’ingegneria del mare e promotrice dell’iniziativa.

“La tavola rotonda di questa giornata, attraverso un dialogo con Assoporti e le Autorità di sistema portuali – ha detto - si è proposta di raccontare i principali interventi di efficientamento energetico. Dal confronto emerge un dato chiaro: il ‘porto verdenon è solo un modello sostenibile, ma un vero e proprio ecosistema che si traduce in un insieme di opere complesse, che richiedono capacità progettuale elevata. In questo scenario, il ruolo dell’ingegneria assume una centralità fondamentale, non solo nella progettazione e realizzazione delle opere, ma anche nella capacità di governare sistemi complessi e di tradurre gli indirizzi strategici in soluzioni tecnicamente sostenibili”.

Nel corso della sessione Bastiano Deledda (RUP Cold Ironing AdSP Mar di Sardegna) si è soffermato sulla progettazione ed esecuzione di un impianto di On-shore Power Supply per l’alimentazione elettrica di navi da crociera. Carmela De Maria (Settore Esecuzione Lavori AdSP Mari Tirreno Meridionale e Ionio) ha parlato delle realizzazioni di cold ironing nel porto di Gioia Tauro. Vincenzo Garofalo (Presidente AdSP Mare Adriatico Centrale) ha illustrato in sintesi i progetti e le realizzazioni del sistema portuale di sua competenza, in particolare quelli relativi al porto di Ancona. Giovanni Gugliotti (Presidente AdSP Mar Ionio) ha parlato del caso Taranto che da porto siderurgico si propone di diventare hub energetico del Mediterraneo. Giorgio Fersini e Daniela Mancini (AdSP Mar Tirreno Centro Settentrionale) hanno illustrato progetti e realizzazioni nel porto di Civitavecchia, con particolare riferimento alla rimodulazione e digitalizzazione dei varchi di accesso e l’elettrificazione della bancine. Francesco Mastro (Presidente AdSP Mare Adriatico Meridionale) si è soffermato, tra le altre cose, sulla interazione tra città e porto che deve essere più stretta e sulla digitalizzazione dei sistemi di trasporto. Davide Vetrala (Responsabile del Settore Safety, viabilità e dragaggi AdSP Mar Ligure Orientale) ha illustrato gli interventi a La Spezia mirati a ridurre il conflitto porto-città e alla riduzione delle emissioni attraverso l’incremento del traffico dei contenitori su ferrovia. 

La sessione conclusiva è stata dedicata alle esperienze delle aziende. Davide Spazian (Ingeteam) si è soffermato sulle soluzioni per giungere ad un ecosistema portuale ad emissioni zero. Giorgio Cucé (Seares) ha illustrato le soluzioni innovative per l’ormeggio (ad esempio di pale eoliche sul mare) e la generazione dell’energia.

Roma 1 aprile 2026

Comunicato stampa