Ingegneri tra innovazione ed etica

Si è svolta a Taranto INNOVETICA, una giornata di confronto tra professionisti, istituzioni, imprese e università. Il Presidente del CNI Angelo Domenico Perrini ha affrontato il delicato rapporto tra IA e professione di ingegnere
Si è svolta ieri a Taranto INNOVETICA, l’evento dedicato all’innovazione, giunto alla seconda edizione, organizzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto e dalla Fondazione CNI, col patrocinio della Provincia di Taranto e dal Politecnico di Bari. La giornata ha avuto un prologo lo scorso mercoledì con un confronto tra Ordine e progettisti delle strutture che verranno utilizzate per i Giochi del Mediterraneo in programma dal 21 agosto al 3 settembre a Taranto, con un focus su fattibilità, tempi e scadenze stringenti, costi e sicurezza.
Nel corso della mattinata di ieri il rapporto tra innovazione ed etica è stato portato all’attenzione degli studenti pugliesi che hanno affollato il Teatro Fusco. In rappresentanza del CNI sono intervenuti i Consiglieri Sandro Catta ed Ippolita Chiarolini. Catta, che è anche componente del Dipartimento Innovazione della Fondazione CNI, ha illustrato agli studenti l'impegno del Consiglio Nazionale e del Dipartimento Innovazione sulle nuove frontiere dell'ingegneria, soffermandosi sull'evoluzione dell'ingegneria civile che, a fronte di scarsi cambiamenti degli ultimi 100 anni, sta vivendo una accelerazione totalizzante.
“L'introduzione del connubio tra modellazione informativa, automazione e IA negli edifici e nelle infrastrutture – ha detto tra l’altro Catta - determina la necessità di ampliare i team progettuali, coinvolgendo ingegneri dell'informazione accanto agli ingegneri civili”. Catta, infine, ha parlato dell'evoluzione dei sistemi di produzione energetica in un momento in cui le crisi globali stanno limitando le fonti tradizionali. In questo contesto diventano importanti le fonti energetiche rinnovabili, del nucleare di ultima generazione, dell'idrogeno verde, quali indispensabile mix energetico per coprire la domanda crescente di energia, nell’ottica della transizione sostenibile.
Gli studenti hanno assistito alla testimonianza della Consigliera Ippolita Chiarolini, responsabile del progetto del CNI STEMinsieme. “La diversità è un acceleratore di risultati perché un team ha una visione collettiva da angolazioni differenti, con regole condivise e sinergie basate su rispetto e fiducia – ha detto -. L'ingegneria trasforma un’idea in un progetto per soddisfare i bisogni delle persone. Oggi, questa trasformazione non può avvenire più singolarmente, ma attraverso team integrati, proprio come sviluppato nel progetto STEMinsieme. L'innovazione nasce dove finisce la zona di comfort, dove inizia l’avventura: l’innovazione è perdere l’equilibrio per riscontrare nuove esigenze o soddisfare in maniera diversa bisogni già individuati, è prima di tutto innovazione organizzativa e gestionale, è un gioco di squadra dove la vittoria è il benessere della comunità”. Marco Ghionna (Presidente del Centro Studi del CNI), infine, ha illustrato agli studenti l’attività del Centro Studi e i risultati delle ultime ricerche.
I lavori, moderati dal giornalista Angelo Di Leo, si sono svolti nel pomeriggio e sono stati introdotti da Sandro Catta e dal Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Taranto Gigi De Filippis che ha così presentato il tema: “Innovazione ed etica sono ambiti che vanno spesso in conflitto, con tentativi di sovrapposizione e di mediazione. Dobbiamo lavorare tutti assieme affinché vadano di pari passo”. La divulgatrice scientifica Gabriella Greison nel suo intervento ha affrontato il rapporto tra innovazione ed etica che implica la responsabilità: il cambiamento diventa una scelta.
Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI, ha affrontato il delicato tema del rapporto tra professione e intelligenza artificiale. “L’intelligenza artificiale – ha detto - non è uno strumento in più. È un cambio di paradigma: non modifica soltanto i mezzi, modifica i ruoli, le responsabilità, le gerarchie del sapere e di conseguenza anche i rapporti tra conoscenza e potere. Cambia la prospettiva sistemica di che cosa significa oggi essere professionisti in un mondo in cui la capacità di calcolo, simulazione e generazione è delegabile a sistemi non umani. L’intelligenza artificiale rappresenta un amplificatore straordinario delle capacità professionali ma è uno strumento che non ha direzione propria. Il rischio reale è rappresentato dalla delega cognitiva, il rischio il professionista smetta di esercitare pienamente il proprio ruolo. Bisogna sapere quando usare questo strumento, come usarlo e soprattutto quando non usarlo, ovvero quando interrompere il processo automatico per riportare la decisione dentro uno spazio di responsabilità umana. In questo passaggio si consolida con forza il ruolo dell’ingegnere che diventa un garante”.
Le tavole rotonde sono state precedute dai saluti istituzionali e dagli interventi di Eugenio Di Sciascio (Assessore della Regione Puglia) e Federico Eichberg (Capo di Gabinetto MIMIT). Quest’ultimo si è espresso così: “La missione del nostro Ministero è non ostacolare chi vuole fare, anzi sostenerlo. Siamo al servizio delle imprese. In tema di IA dobbiamo stare attenti a fare in modo che l’uomo conservi la capacità di indirizzare le informazioni e la conoscenza”. Le quattro tavole rotonde hanno rilanciato la riflessione sul rapporto tra innovazione ed etica attraverso il confronto con esponenti delle istituzioni, del mondo dell’università e della formazione, delle imprese e dei professionisti. In questo ultimo spazio è intervenuto Elio Masciovecchio, Vicepresidente del CNI, che ha affermato: “L’IA può dare un aiuto meccanico ma non si può sostituire al professionista. Solo chi coltiva il dubbio, ossia l’uomo, può creare innovazione ed essere etico. Il futuro della professione sta nel fare squadra. Serve unire competenze diverse per andare a meta tutti assieme”.
Roma 17 aprile 2026


