Necessaria una visione sistemica del problema del dissesto idrogeologico

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Questa la via indicata da Ingegneri e Geologi per uscire dall’emergenza, in occasione della III Giornata nazionale della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico

La prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico possono essere realizzate attraverso interventi efficaci, attivati grazie ad una più diffusa conoscenza di modelli previsionali e di nuove tecniche di intervento. Oltre alla scienza e alla tecnica, però, un terzo pilastro fondamentale per un’efficace azione di salvaguardia del territorio è rappresentato dalle iniziative pubbliche per la prevenzione e dalla capacità delle amministrazioni deputate di gestire in modo coordinato le opere di contrasto. Pur in presenza di notevoli risorse economiche disponibili, l’anello debole rischia di essere rappresentato dalla difficoltà di gestione a livello locale. Perciò è necessario un modello di governance delle politiche di salvaguardia del patrimonio ambientale ed urbano più efficace. Questo il messaggio che arriva dalla Terza Giornata nazionale della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, evento organizzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e dal Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG), con il supporto delle rispettive Fondazioni e di Fondazione Inarcassa.

Come di consueto, ricca la presenza istituzionale. Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, intervenuto in presenza, ha dichiarato: “Non possiamo promettere miracoli, ma stiamo spendendo fino all'ultimo centesimo dei soldi delle vostre tasse per provare a prevenire e a mitigare il dissesto del nostro territorio. A me piace che siano valorizzate tutte le competenze tecniche attribuite a ingegneri, architetti e geologi. Tutte le professioni tecniche possono e devono essere coinvolte nei collegi consultivi tecnici, che sono gli organismi che poi sovrintendono a eventuali contenziosi”. Il Ministro, nel corso del suo intervento, ha posto l’accento anche sul coinvolgimento e l’azione del suo Ministero in tema di difesa del territorio, con particolare riferimento al Piano Nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC) e al Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI).

Attraverso un videomessaggio, è intervenuto anche Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: “Il Governo non ha fatto, né farà mai mancare le risorse economiche che servono. La programmazione degli interventi per il 2026 vale oltre 300 milioni, che si sommano alle risorse precedenti. Ma i temi sono anche quelli della governance, della gestione dei cantieri, dello sviluppo delle tecnologie. Su quest’ultimo punto ricordo il progetto SIM, che è il nostro nuovo sistema integrato di monitoraggio. Vorrei ricordare che tra le potenzialità del SIM vi è anche il supporto al monitoraggio conoscitivo, a scopo di allerta per frane, alluvioni, fenomeni siccitosi, attraverso un’integrazione di dati anche satellitari e rilievi morfologici. Si potranno, quindi, realizzare modelli previsionali tra i più avanzati, che sono fondamentali per quegli interventi che ingegneri e geologi seguono. Sono strumenti fondamentali che vanno accompagnati a una forte capacità di governance”.

“L'aver consolidato una giornata annuale dedicata alla prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico non è un esercizio celebrativo ma il riconoscimento che esiste un tema sul quale non ci si può permettere un’attenzione intermittente – ha affermato Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI. Tuttavia, devo riconoscere che il Paese non è rimasto fermo. Negli ultimi anni gli stanziamenti per il contrasto al dissesto idrogeologico sono cresciuti in misura significativa, è maturata l’attenzione politica anche perché è mutata l’attenzione della pubblica opinione sulle conseguenze dei cambiamenti climatici progressivamente più rilevanti. Sono perciò stati avviati piani e programmi, è stata istituita una Commissione Parlamentare di inchiesta dedicata ed è, attualmente, in discussione un disegno di legge, accolto da noi con grande interesse. Eppure, le condizioni di rischio del nostro territorio continuano a peggiorare, molte opere finanziate non arrivano a cantierizzazione. È chiaramente un problema di governance cui possiamo rispondere soltanto se l’intero sistema si sforza di fare squadra e lavorare insieme. Questo è, in fondo, il senso più autentico di una giornata come quella di oggi”.

“Questa Giornata, nata per discutere di un tema che negli ultimi mesi è stato sempre all’ordine del giorno, contribuisce a tenere alta l’attenzione da parte dei politici e dei tecnici – ha dichiarato Roberto Troncarelli, Presidente del CNG. La giornata nasce dall’esigenza di individuare soluzioni concrete per la governance del territorio. In questa prospettiva, l’imprevedibilità non può più essere considerata un alibi. La cultura scientifica deve assumere un ruolo centrale ed essere messa al servizio delle istituzioni, per contribuire in modo efficace alla sicurezza del territorio. Al fine di far fronte ad una disarmonica governance e di facilitare le scelte dei decisori politici, bisogna puntare al coordinamento tecnico interdisciplinare. Vanno affinati gli strumenti attraverso la pianificazione territoriale, il completamento delle carte tematiche e il piano urbanistico integrato. Facciamo in modo che questi elementi trovino una degna destinazione, questo è l’obiettivo della Giornata”.

“Noi professionisti dell’area tecnica siamo la prima barriera contro i rischi – ha detto Andrea De Maio, Presidente di Fondazione Inarcassa. Grazie alla ricerca, l’aggiornamento continuo, l’applicazione rigorosa delle norme e delle buone pratiche progettuali siamo conoscenza e consapevolezza. Il nostro ruolo è quindi duplice e strategico: da una parte, operiamo come protagonisti nella realizzazione tecnica degli interventi; dall’altra, possiamo contribuire a costruire percorsi di partecipazione, comunicazione e condivisione con le comunità, perché ogni azione di prevenzione sia sostenuta anche da una consapevolezza collettiva.  Crediamo nella centralità della cultura tecnica come bene comune e nella necessità di rendere disponibili strumenti che facilitino interventi progettuali sostenibili, replicabili e capaci di contribuire alla prevenzione. Oggi investiamo in prevenzione circa un settimo di quanto spendiamo per le emergenze. La cultura della prevenzione deve permeare ogni aspetto per essere davvero strategica”.

I saluti istituzionali sono stati completati dagli interventi di Eros Mannino (Capo del Corpo Nazionale dei VV.F.), Paola Pagliara (Direttore dell’Ufficio Previsione e Prevenzione della Protezione Civile), Maria Alessandra Gallone (Presidente Ispra) e Filippo Cappotto (Vicepresidente del CNG).

Nella mattinata si sono svolte, con la moderazione del giornalista RAI Gianluca Semprini, due panel. Il primo dedicato all’analisi dei modelli di previsione del rischio con la partecipazione di Francesca Bozzano (Prof. di Geologia applicata Università degli Studi di Roma La Sapienza), Emanuela Piervitali (Responsabile Sezione climatologia Ispra) e Alessandro Trigila (Responsabile Sezione Sviluppo e coordinamento dell'Inventario dei fenomeni franosi in Italia Ispra). Il secondo, invece, incentrato sulle criticità specifiche relative alla gestione del rischio nel territorio. Sono intervenuti Costantino Azzena (Segretario Generale Autorità di Bacino della Sardegna), Marina Colaizzi (Segretario Generale Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi orientali), Alessio Colombi (Componente Gruppo di lavoro sul dissesto idrogeologico del CNI), Luigi Ferrara (Capo Dipartimento Casa Italia) e Giuseppe Travia (Direttore Generale per la sicurezza del suolo e dell'acqua Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica).

I lavori della sessione mattutina, terminati con la presenza di Massimo Sessa (Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), sono continuati nel pomeriggio con diversi altri interventi, tra cui quelli di Carlo Cassaniti (Presidente dell’Ente di Previdenza e Assistenza Pluricategoriale), Felice Monaco (Presidente Coordinatore della Struttura Tecnica Nazionale) e Mauro Uniformi (Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche). Sono seguiti altri due panel su esperienze a confronto e riforme normative in atto, con la partecipazione di Alessandro Morelli (Sottosegretario di Stato Presidenza del Consiglio dei Ministri), Pino Bicchielli (Presidente Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano, sull'attuazione delle norme di prevenzione e sicurezza e sugli interventi di emergenza e di ricostruzione a seguito degli eventi calamitosi verificatisi dall'anno 2019), Mauro Rotelli (Presidente 8ª Commissione permanente Camera dei Deputati - Ambiente, territorio e lavori pubblici) e Elena Sironi (Componente 8ª Commissione permanente Senato della Repubblica - Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica), oltre alla presentazione del Libro bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto di Ansfisa. Le conclusioni sono state a cura di Domenico Condelli (Consigliere CNI).

Roma 12 maggio 2026

Comunicato stampa

Allegato: Nota di approfondimento a cura del Centro Studi del CNI