Prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro: le osservazioni del CNI
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha fatto pervenire al Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto alcune proposte tecniche migliorative del documento elaborato dalla Commissione da lui presieduta
Il 12 maggio scorso è stata consegnata al Ministro Carlo Nordio la proposta di articolato e la relazione di accompagnamento della “Commissione di studio per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro”, istituita con D.M. 27 marzo 2024, presieduta dal Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha provveduto ad elaborare e trasmettere al Viceministro una serie di osservazioni tecniche sul merito.
Nel recente passato, in più di una occasione il Consiglio Nazionale ha affermato che il sistema normativo in materia di sicurezza sul lavoro deve prevedere incentivi concreti che rendano la prevenzione una scelta consapevole e conveniente per tutti i soggetti coinvolti. Per questo, il CNI ha apprezzato l’impostazione metodologica della proposta volta ad affiancare, alla tradizionale funzione sanzionatoria, un modello orientato alla prevenzione e all’incentivazione dell’adempimento virtuoso. Al tempo stesso, è forte l’esigenza che i modelli organizzativi non si traducano in meri adempimenti formali privi di ricadute sulla sicurezza effettiva nei luoghi di lavoro: i meccanismi premiali devono essere ancorati a risultati verificabili, non alla sola produzione documentale.
Detto questo, al CNI corre l’obbligo di segnalare alcune criticità tecniche specifiche che vanno risolte, oltre a suggerire alcune integrazioni che rafforzano l’efficacia del sistema normativo di riferimento e, al tempo stesso, tutelano il ruolo e le attribuzioni professionali dei professionisti che operano quali Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). Di seguito, in sintesi, i punti principali:
- La responsabilità del datore di lavoro in materia di sicurezza deve essere mantenuta quale leva principale del sistema, il cui miglioramento va incentivato attraverso meccanismi premiali efficaci e verificabili e non attraverso il trasferimento della responsabilità (compresa quella penale) al professionista tecnico.
- La valorizzazione del RSPP si ottiene elevando la qualità professionale richiesta per accedervi. Il rischio sanzionatorio deve essere bilanciato da una corrispondente attribuzione di prerogative effettive.
- Occorre premiare l’adempimento sostanziale, non quello meramente formale, senza indebolire il principio di responsabilità condivisa già garantito dalla firma congiunta del Documento di Valutazione dei Rischi.
- Le procedure standardizzate per le microimprese nei settori a basso rischio devono essere mantenute, affiancandole a linee guida per le realtà di maggiori dimensioni.
- I meccanismi premiali devono essere estesi e resi accessibili alle imprese di ogni dimensione, ancorati a risultati verificabili e raccordati con gli strumenti già esistenti.
- La qualità della formazione dei professionisti della sicurezza richiede l’istituzione di un elenco nazionale dei formatori abilitati, un sistema strutturato di controllo sulla qualità dei percorsi erogati e la revisione del decreto ministeriale sui requisiti dei formatori.
Nel complesso il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ritiene che un’alterazione dell’attuale assetto di ruoli e responsabilità rischi di compromettere l’efficacia complessiva del sistema di prevenzione, determinando uno spostamento delle responsabilità. Per questo esprime contrarietà in merito alle modifiche relative alla figura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).
Il CNI confida che le sue proposte possano essere accolte e ha confermato al Viceministro Sisto la disponibilità a fornire ulteriori contributi tecnici in occasione delle interlocuzioni con le Commissioni parlamentari competenti.
Roma 26 maggio 2026


