Professioni: CNI e INARCASSA uniti a tutela dell'ingegnere dell'informazione

Azione comune per la valorizzazione del libero professionista iscritto all'Albo

Roma, 12 giu - L'inarrestabile sviluppo dell'Intelligenza Artificiale e, più in generale, la transizione digitale hanno posto al centro dell'attenzione le competenze dell'ingegnere dell'informazione. Nonostante ciò, il libero professionista iscritto all'Albo che opera in questo settore non risulta sufficientemente valorizzato. Su questo tema il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e Inarcassa, nell'ottica dello sviluppo di un'azione comune, hanno dedicato una giornata di riflessione dal titolo "L'Ingegnere dell'informazione tra competenze, perimetro professionale e tutele", tenutasi ieri presso la sede del CNI.

"Quello dell'informazione (informatica, elettronica, telecomunicazioni, automazione) è il settore su cui si gioca la trasformazione del Paese - ha detto nel suo intervento preliminare Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI -. Eppure, è anche il settore meno presente nel sistema di rappresentanza e di previdenza della professione. Questo ci dice che nel campo più avanzato dell'ingegneria la figura del professionista fatica a essere riconosciuta. Dobbiamo mettere in primo piano il concetto di responsabilità. Serve qualcuno che risponda, che metta la propria firma su ciò che la tecnologia produce e ciò che fa alle persone. Quel "qualcuno" è il professionista iscritto all'Albo. Siamo qui per dire agli ingegneri dell'informazione che la libera professione piena — l'iscrizione all'Albo, una posizione professionale autonoma, l'adesione a Inarcassa — è la strada maestra che permette alla loro competenza di valere davvero".

Il Presidente di Inarcassa, Massimo Garbari: "Questo convegno ha rappresentato non solo un momento di confronto tecnico, ma un’occasione per adottare, in sinergia con il CNI, azioni concrete per ridefinire ruolo, tutele e riconoscimento dell’ingegnere dell’informazione. Siamo al cospetto di una figura sempre più strategica nell'ambito della transizione digitale che il Paese sta vivendo. Oggi parliamo quotidianamente di Intelligenza Artificiale, cybersicurezza, governance dei dati. In tale ambito, l’ingegnere dell’informazione è un professionista regolamentato che applica metodo, rigore scientifico e competenze indispensabili per la sicurezza e l’affidabilità delle reti e dei servizi digitali. Esiste però un paradosso che come Inarcassa, insieme al CNI, vogliamo affrontare: mentre le regole richiedono competenze tecniche regolamentate, il mercato continua spesso a valorizzare prestazioni prive di adeguate tutele e responsabilità. Per questo crediamo che scegliere la libera professione regolamentata significhi investire in qualità, garanzie e futuro. In tale contesto, Inarcassa vuole essere un vero 'partner' previdenziale, che offre welfare, sostegno concreto e strumenti di tutela, soprattutto ai giovani professionisti".

"A fronte di un numero sempre più alto di laureati in ingegneria dell'informazione, assistiamo ad un numero sempre più basso di iscritti appartenenti a questo settore - ha affermato Gennaro Annunziara, Coordinatore del Comitato C3i del CNI -. Purtroppo, non c'è il giusto riconoscimento per l'ingegnere iscritto all'Albo. Occorre far capire che le attività riservate rappresentano una garanzia della qualità delle opere. Ai giovani, poi, bisogna far comprendere che la libera professione è una scelta che può essere soddisfacente".

I lavori hanno preso avvio con un intervento di Sante Achille (Già componente del Comitato C3i del CN) che ha ripercorso i contorni della professione dell'ingegnere dell'informazione, affermando la necessità di giungere ad una riconoscibilità del suo ruolo, anche attraverso l'apertura di un dialogo con le Università e attività di soft power.

Nello spazio riservato all'attività svolta dal CNI, il Presidente Perrini si è soffermato sull'azione politico-istituzionale del Consiglio Nazionale, a cominciare dall'accesso alla professione. Ha richiamato la proposta della laurea abilitante, tramite cui l'abilitazione si consegue contestualmente alla discussione della tesi, con l'inserimento nel percorso di studi di un tirocinio pratico-valutativo in presenza. A questo si accompagna la proposta di riorganizzare l'Albo in cinque settori: all'ingegneria civile e ambientale, industriale e dell'informazione si aggiungono l'ingegneria biomedica e clinica e l'ingegneria gestionale. Inoltre, la progressiva disattivazione della Sezione B, con un periodo transitorio di almeno cinque anni a tutela di chi è già in percorso. In questo modo l'Ingegneria dell'Informazione diventerebbe uno dei cinque pilastri su cui poggia l'Albo riformato. Relativamente alla riforma delle professioni, Perrini ha richiamato la necessità del riordino delle competenze. Inoltre, citando il Regio Decreto del 1925 che fissava le riserve di competenza degli ingegneri civili, ha affermato la necessità di estenderle anche agli altri settori, in particolar modo a quello dell'informazione. Ha ricordato la proposta portata in Senato, volta ad equiparare il rischio tecnologico e informatico al rischio sismico o statico. Infine, ha rilanciato la proposta dell'obbligo di iscrizione all'Albo per chiunque compia atti propri della professione, sia in ambito privato che pubblico.

Per Elio Masciovecchio, Vicepresidente del CNI e promotore dell’evento, quella dell’ingegnere dell’informazione è sempre stata una professione senza confini. “Ci si è potuti definire sviluppatori, esperti di sicurezza informatica, consulenti di dati, architetti di sistemi - ha detto - senza che a quei titoli corrispondesse necessariamente una competenza verificata da un soggetto pubblico, un codice deontologico che vincola, una responsabilità professionale di cui rendere conto, un obbligo di aggiornarsi per tutta la vita. Il mercato si è popolato di figure, di sigle, di certificazioni private in un'assenza quasi totale di perimetro pubblico riconosciuto. Ma una professione senza confini non è una professione libera, è una professione indifesa". Ora però l'Europa ha cominciato a tracciare determinati confini, come dimostrano l'AI Act, la direttiva NIS2, il Cyber Resilience Act, il Data Act. Una domanda è posta alla base di tutte queste iniziative: chi risponde? Serve un soggetto competente, identificabile, responsabile, che metta la propria firma sulla conformità, sulla sicurezza, sulla correttezza tecnica di ciò che immettiamo nella vita collettiva: “L'Europa ha cominciato a tracciare le linee, a presidiare quei confini devono esserci gli ingegneri, i professionisti iscritti all'Albo”. Masciovecchio è poi tornato sulla questione delle riserve di legge, richiamando il fatto che il CNI si è dotato di un sistema di certificazione volontaria delle competenze da parte degli iscritti. Infine, ha affermato la necessità di un'applicazione effettiva ed estesa dell'equo compenso.

La terza linea del convegno, dal titolo “Scegliere la professione. Strumenti e prospettive del sistema Inarcassa”, è stata oggetto dell'intervento del Presidente di Inarcassa. Massimo Garbari si è soffermato sul ruolo dell’ingegnere dell’informazione nel nuovo scenario della trasformazione digitale e sugli strumenti di tutela e welfare offerti dalla libera professione regolamentata. Nel corso della prima parte, “Visione e Scenario Strategico”, il Presidente Garbari ha analizzato le criticità del mercato ICT, segnato da frammentazione contrattuale, regimi ibridi e tutele spesso insufficienti. Al centro dell’intervento, il valore della scelta ordinistica e previdenziale come risposta alla crescente domanda europea di figure tecniche qualificate e responsabili, anche alla luce di AI Act, NIS2 e Cybersecurity Act. Garbari ha inoltre evidenziato il ruolo di Inarcassa come partner di carriera e presidio di stabilità per i professionisti tecnici, sottolineando come la Cassa rappresenti non solo uno strumento previdenziale, ma una comunità capace di accompagnare gli iscritti nelle diverse fasi della vita professionale, trasformando l’incertezza del mercato digitale in una prospettiva di crescita sostenibile e tutelata. La seconda parte, “Strumenti, Tutele e Sistema Inarcassa”, è stata incentrata sulle opportunità offerte dalla Cassa: previdenza dedicata ai professionisti tecnici, welfare integrato, sostegni alla genitorialità, coperture sanitarie, agevolazioni contributive, credito agevolato e strumenti pensati per accompagnare soprattutto i giovani under 35 nelle transizioni professionali e nella costruzione del proprio futuro. Un ampio sistema di servizi che fanno di Inarcassa una realtà il cui perimetro va oltre quello ascrivibile alla sola previdenza.

Le conclusioni sono state affidate a Giuseppe Maria Margiotta (Consigliere Segretario del CNI) che ha notato come, anche a causa delle mutate condizioni di cui si è parlato nel corso della giornata, si è modificato ed evoluto il rapporto tra CNI e Inarcassa, chiamate oggi ad un’azione che accomuni il sistema ordinistico degli ingegneri liberi professionisti e quello previdenziale.

Comunicato stampa