Gli Ingegneri di fronte alla sfida etica dell’AI

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Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha aderito alla “Rome Call for AI Ethics”

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha firmato ieri l’adesione del CNI alla “Rome Call for AI Ethics”, il manifesto internazionale che promuove un approccio etico e antropocentrico all’intelligenza artificiale. Il manifesto, promosso nel 2020 dalla Pontificia Accademia per la Vita con aziende e istituzioni, punta a guidare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale secondo principi etici condivisi, promuovendo una AI trasparente, inclusiva, responsabile, sicura e rispettosa della privacy e della dignità umana. L’adesione fa seguito all’incontro tenutosi lo scorso 25 ottobre 2025, presso la sede del CNI, con Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente emerito della Pontificia accademia per la vita.

“L’AI è un tema divenuto talmente centrale nel nostro mondo contemporaneo – ha commentato Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI – che ad essa è stata dedicata l’ultima enciclica di Papa Leone che solleva la questione dell’uso di questo potente strumento. Noi ingegneri ci chiediamo costantemente come l’AI impatta sulla nostra professione e non ci nascondiamo di fronte alle sfide etiche che ci pone quotidianamente. Per questo firmiamo volentieri la nostra adesione alla “Rome Call for AI Ethics”, prima organizzazione professionale in assoluto a farlo. Continueremo a lavorare per garantire la centralità dell’essere umano”.

“Magnifica humanitas di Papa Leone XIV è un’enciclica sulla giustizia nell’epoca dell’intelligenza artificiale - ha affermato don Andrea Ciucci, Segretario generale della Fondazione RenAIssance - dopo aver riportato i saluti del Presidente della Pontificia Accademia, Monsignor Renzo Pegoraro. La questione decisiva è comprendere come abitare in modo umano questo ambiente, come usare questa tecnologia a servizio del bene dell’intera umanità. Per questo, il dibattito deve superare la semplice contrapposizione tra rischi e benefici e interrogarsi sulle finalità che vogliamo assegnare a queste tecnologie e sul futuro che intendiamo costruire attraverso di esse. La Rome Call for AI Ethics propone sei principi fondamentali per orientare lo sviluppo e l’impiego dell’intelligenza artificiale. Accogliamo quindi con grande soddisfazione l’adesione degli ingegneri italiani, protagonisti essenziali della progettazione e della trasformazione tecnologica”.

L’adesione del CNI alla “Rome Call for AI Ethics” è stata formalizzata nel corso di un seminario dal titolo “Ingegneria e AI: le sfide etiche e professionali”. In questa occasione Elio Masciovecchio, Vicepresidente del CNI, si è soffermato sul codice deontologico degli ingegneri e le sfide poste dalla AI. “L’ingegnere – ha detto - trasforma ricerca e progetto in opere, servizi e innovazione. Ma alla base di questo lavoro c’è l’etica, senza la quale il progresso perde direzione. Per questo il rapporto tra etica e innovazione deve restare sempre almeno pari a uno: la capacità di fare non può superare la capacità di valutare ciò che è giusto fare. Oggi la tecnologia accelera e trasforma la conoscenza stessa, imponendo nuove responsabilità. L’intelligenza artificiale offre opportunità straordinarie, ma comporta rischi di delega eccessiva, perdita di competenze e concentrazione del potere cognitivo. La risposta sta nella formazione continua e nella capacità di governare la complessità. Fondamentale poi è il diritto alla spiegazione: nessuno dovrebbe subire decisioni tecnologiche senza comprenderne le ragioni. Per questo l’etica deve entrare nel progetto fin dall’inizio. Infine, l’etica individuale deve diventare deontologia condivisa. Il nostro Codice Deontologico è esattamente questo. La firma di oggi rappresenta l’impegno degli ingegneri a progettare innovazione responsabile, mantenendo sempre l’etica al centro del progresso”.

Gennaro Annunziata, Coordinatore del Comitato C3i del CNI, in seguito ha analizzato l’impatto dell’intelligenza artificiale nell’attività degli ingegneri. “Se consideriamo che il 70% delle società di ingegneria e il 90% degli sviluppatori software in Europa utilizzano l’AI, il tema non è se si usa o meno questo strumento, bensì se siamo in grado di governarlo – ha affermato -. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che l’AI è utile se resta uno strumento, diventa un rischio se sostituisce il giudizio tecnico: deve supportare il professionista, non sostituirlo. Non si può scaricare la responsabilità sulla AI, dal momento che essa è prerogativa del professionista”.

Roma 18 giugno 2026

Comunicato stampa