Made in Italy: imprese e ingegneri a confronto sul futuro del manifatturiero italiano

 

Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda insieme al Consiglio Nazionale degli Ingegneri per sottolineare l’importanza del volto industriale del Made in Italy

Milano, 26 giugno 2026 - La moda non è soltanto creatività, stile e brand identità: è anche produzione, processi, tecnologia, materiali e innovazione. È questa la prospettiva al centro di "Ingegneri e Industria della Moda", il convegno promosso ieri a Milano da Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda insieme al Consiglio Nazionale degli Ingegneri, con l'obiettivo di avvicinare la comunità professionale degli ingegneri alla realtà della filiera tessile, abbigliamento e accessori moda.

L'iniziativa ha acceso i riflettori su un aspetto ancora poco percepito: anche l'industria manifatturiera della moda ha bisogno di competenze ingegneristiche. Figure sempre più centrali per innovare i processi, aumentare l'efficienza produttiva, rafforzare sostenibilità e tracciabilità e accompagnare la transizione digitale di una filiera strategica per il Made in Italy.

Ad aprire il confronto è stato Luca Sburlati, Presidente di Confindustria Moda, che ha richiamato il peso economico e industriale della filiera del Bello e Ben Fatto, sottolineando la necessita di agire su tre direttrici prioritarie: formazione delle nuove generazioni, trasformazione tecnologica delle imprese e attrazione degli investimenti necessari. Sburlati ha inoltre evidenziato il ruolo decisivo di tecnici e ingegneri per accompagnare l'evoluzione del settore e ha richiamato le prospettive offerte dal tessile tecnico, già protagonista di applicazioni in crescita in ambiti come aerospaziale, medicale e costruzioni.

Luca Sburlati, Presidente di Confindustria Moda, ha dichiarato: “Il Sistema Moda italiano è una delle più importanti industrie manifatturiere del Paese e, per continuare a essere leader, deve saper attrarre anche nuove competenze tecnico-scientifiche. Oggi abbiamo bisogno di ingegneri capaci di affiancare la creatività con competenze specifiche in innovazione, digitalizzazione, nuovi materiali e intelligenza artificiale. Le imprese della nostra filiera hanno bisogno di professionisti che contribuiscano a rendere i processi più efficienti, sostenibili e competitivi in tutti i settori, a partire dal tessile tecnico che già oggi ha applicazioni in grande crescita nel settore aerospaziale, delle costruzioni, nell'automotive, nel medicale e nello sport. Il futuro del Made in Italy nasce proprio dall'incontro tra eccellenza manifatturiera, cultura dell'ingegneria e visione creativa. È un investimento sul capitale umano che rafforza non solo la moda, ma l'intero sistema educativo ed industriale italiano”.

Nel suo intervento, David Rulli, Delegato Formazione di Confindustria Accessori Moda, ha posto l'accento sul tema delle competenze come leva strategica per il settore, richiamando il lavoro del Comitato Formazione Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda come luogo di raccordo stabile tra imprese, scuole tecniche e professionali, ITS Academy, accademie, università e professionisti. Rulli ha inoltre ricordato i protocolli attivi con il Ministero dell'Istruzione e del Merito, con Unioncamere e con altri soggetti del sistema formativo, per rafforzare orientamento, certificazione delle competenze e collegamento tra formazione e lavoro.

David Rulli, Consigliere delegato alla formazione di Confindustria Accessori Moda, ha commentato: "Il tema delle competenze è oggi una delle leve strategiche per la nostra industria. Da questa convinzione nasce, ad esempio, il lavoro del Comitato Formazione promosso insieme da Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda, che riunisce imprenditori ed esperti di tutti i comparti della filiera e mette a sistema scuole tecniche e professionali, accademie e università, con l'obiettivo di rafforzare il ponte tra impresa e formazione a ogni livello e di colmare il divario tra le competenze richieste dalle aziende e quelle offerte dal mercato del lavoro. In questa direzione lavorano i protocolli d'intesa con il Ministero dell'Istruzione e del Merito e, sul fronte dell'analisi dei fabbisogni e dell'orientamento al lavoro, con Unioncamere per il triennio 2026-2028. Oggi le nostre aziende cercano persone che sappiano tenere insieme il saper fare artigianale e le competenze tecniche e digitali. Sono profili che spesso mancano, ed è qui che l'apporto dell'ingegneria può fare la differenza".

Un passaggio centrale del confronto è stato affidato ad Angelo Domenico Perrini, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che ha sottolineato il legame strutturale tra moda e ingegneria, respingendo la tradizionale contrapposizione tra creatività e tecnica. Perrini ha richiamato il ruolo dell'ingegneria nella chimica delle fibre, nella meccanica dei macchinari, nella sostenibilità, nella tracciabilità, nel passaporto digitale e nella progettazione di architetture di dati, evidenziando anche il profilo di responsabilità legato a sicurezza, autenticità e tutela del consumatore. In questa prospettiva, ha ricordato che dietro l'eleganza di una sfilata c’è una catena di competenze tecniche e che, nella filiera moda, stilista e ingegnere lavorano allo stesso telaio.

Angelo Domenico Perrini, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ha dichiarato: “Il rapporto che lega gli ingegneri al mondo della moda ha una lunga storia. Spesso si raccontano i due mondi, moda e ingegneria, in antitesi: da una parte la creatività, dall’altra la tecnica, da una parte chi immagina, dall’altra chi esegue. È fuorviante. Dietro l’eleganza di una sfilata c’è una catena di competenze tecniche che è essa stessa eccellenza italiana anche se raramente sale sul palco.
In questo mondo, stilista e ingegnere non lavorano un contro l’altro e nemmeno uno accanto l’altro: lavorano allo stesso telaio. Il Futuro dell’industria moda italiana più sostenibile, più sicuro e per questo più competitivo è una stoffa che dobbiamo tessere insieme. La bellezza sul diritto, la responsabilità sul rovescio, uniti nello stesso tessuto”.

A rafforzare il valore sistemico dell'iniziativa e stato anche Alfonso Balsamo, Adviser Education, Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria, che ha definito la collaborazione tra mondo della moda e ingegneri un'esperienza importante non solo per attrarre giovani talenti tecnico-scientifici verso il settore, ma anche come modello replicabile nei rapporti tra sistema produttivo, università e alta formazione.

L'origine dell'incontro è stata richiamata da Paolo Bastianello, Delegato Formazione di Confindustria Moda, che ha spiegato come l'iniziativa sia nata dall'esigenza di aprire un tavolo specifico sull'industria della moda nel dialogo tra Confindustria e Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Bastianello ha ribadito che il focus non sia l'aura del fashion, ma l'industria della moda fatta di manifattura, fabbriche, prodotti, addetti ed esigenze concrete di filiera.

Sul versante accademico, Ada Ferri, docente di ingegneria chimica al Politecnico di Torino, ha invitato a considerare la moda non come una sunset industry, ma come una sunrise industry, capace di offrire agli ingegneri sbocchi professionali ampi e qualificati. Ferri ha sottolineato come il settore possa attingere a numerosi ambiti ingegneristici, dallo sviluppo prodotto e materiali all'efficientamento energetico, dalla sostenibilità e circolarità fino all'intelligenza artificiale per la simulazione dei processi produttivi.

Una testimonianza concreta è arrivata da Alice Marcato, Direttore Generale del Politecnico Calzaturiero, che ha descritto il settore come molto diverso dall'immagine collettiva, caratterizzato da processi produttivi complessi e strutturati, ricerca continua, innovazione e analisi di dati. In questo contesto, ha osservato, gli ingegneri possono fare la differenza nell'implementazione di tecnologie per l'ottimizzazione dei processi, nella sostenibilità, nel passaporto digitale e nello sviluppo di prodotti sempre più performanti e personalizzati.

Chiara Ferraris, Chief Communication Officer del Gruppo Radici e Presidente del Gruppo Tessili e Moda di Confindustria Bergamo ha evidenziato il valore che gli ingegneri possono portare anche alla comunicazione della moda, grazie alla capacità di tradurre la complessità tecnica di materiali, processi e prodotti in una narrazione più solida e consapevole.

Sul fronte della ricerca applicata, Claudio Brugnoni, Innovation Manager e Responsabile Innovazione e Sviluppo del MultiLAB presso CENTROCOT, ha richiamato la centralità di analisi dei materiali, formazione, innovazione e ricerca - leva chiave per mantenere il primato del sistema moda italiano - sottolineando la portata trasversale delle applicazioni del tessile tecnico.

Infine, è intervenuto l’Ingegnere Felice Monaco, Consigliere Delegato Consiglio Nazionale Ingegneri, che ha sottolineato l’importanza di fare sistema con il mondo produttivo, laddove gli ingegneri sono parte integrante dei processi e partecipano allo sviluppo tecnologico della filiera. È proprio questo, infatti, lo scopo del protocollo firmato da CNI e Confindustria, ossia di rafforzare un rapporto operativo, che dia la possibilità di costruire dei percorsi concreti in cui l’ingegneria possa contribuire sempre di più e meglio a valorizzare l’industria della moda e della produzione italiana, contribuendo ad elevare in modo determinante il prestigio del made in Italy, la sicurezza e il benessere del paese.

Il messaggio emerso dal confronto è chiaro: per comprendere davvero la moda bisogna guardare anche dentro le fabbriche, nei processi, nelle competenze e nelle tecnologie che rendono possibile l'eccellenza del prodotto. Ed è proprio lì che il contributo degli ingegneri può diventare decisivo, accompagnando la filiera verso un futuro più sostenibile, più tracciabile, più sicuro e più competitivo.

 

Comunicato stampa

 

About Confindustria Accessori Moda

Confindustria Accessori Moda è la Federazione che riunisce le associazioni cui fanno riferimento i comparti chiave della filiera pelle italiana: calzaturiero (Assocalzaturifici), pelletteria (Assopellettieri), pellicceria (AIP), concia (Unic concerie italiane). La Federazione tutela quella filiera di eccellenza che ha reso l’industria degli accessori moda Made in Italy grande nel mondo. Il suo ruolo è la difesa e la valorizzazione di tutto quel saper fare, creativo e tecnico, che in Italia produce ricchezza, cultura e crescita sociale.

 

About Confindustria Moda

Confindustria Moda è una delle più grandi organizzazioni mondiali di rappresentanza degli industriali del tessile e moda del mondo occidentale. La Federazione rappresenta un settore che, con poco meno di 400.000 addetti e circa 40.000 aziende, costituisce una componente fondamentale del tessuto economico e manifatturiero italiano ed europeo. La Federazione si propone di tutelare e promuovere gli interessi del settore e dei suoi associati e rappresenta in esclusiva l'intera filiera, a livello nazionale e internazionale, nei rapporti con le istituzioni, le amministrazioni pubbliche, le organizzazioni economiche, politiche, sindacali e sociali. È la Federazione nazionale di Categoria, un’organizzazione mista, fortemente orientata ad un’integrazione con il territorio. Aderisce a Confindustria ed è il socio fondatore più rappresentativo di Euratex, Organizzazione Europea del Tessile Abbigliamento.

 

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Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), è un Ente Pubblico non economico sottoposto alla vigilanza del Ministero della Giustizia. Ha come fine quello di promuovere, sviluppare e potenziare l'attività degli Ingegneri, al fine di accrescerne la presenza fattiva nella società in cui operano, a tutela della collettività tutta. Il CNI è disciplinato nell'ordinamento giuridico italiano da varie norme, da ultimo il DPR 169/2005.