Attuazione PNRR: la posizione del CNI

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, rappresentato dal Presidente Perrini, è intervenuto in audizione presso la Commissione Bilancio della Camera

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha partecipato oggi, assieme al Consiglio Nazionale degli Architetti, all’audizione presso la Commissione Bilancio della Camera nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2987, di conversione in legge del decreto-legge n. 107 del 2026, recante disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e l’attuazione del PNRR, nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti. In rappresentanza del CNI è intervenuto il Presidente Angelo Domenico Perrini.

“Il CNI – ha detto Perrini - guarda con interesse a un provvedimento che tocca in più punti l'attività professionale degli ingegneri: dalla progettazione e gestione di grandi opere infrastrutturali, alla transizione energetica e alla decarbonizzazione dei processi industriali strategici, con particolare riferimento al comparto siderurgico, alla sicurezza energetica, fino alla gestione tecnica dei cantieri e delle commesse pubbliche complesse. Il provvedimento conferma il ricorso, ormai sistematico nella fase finale di attuazione del PNRR, alla figura del Commissario straordinario e a regimi in deroga quale strumento di accelerazione procedimentale. Il CNI ribadisce la necessità che, nell’individuazione dei soggetti commissariali e delle strutture di supporto tecnico-operativo, sia sempre garantita un'adeguata componente di competenze ingegneristiche specialistiche. Detto questo, segnaliamo una crescente proliferazione di soggetti attuatori, centrali di committenza ausiliaria e regimi commissariali ad hoc che rischia di generare sovrapposizioni di competenze e di indebolire, nel tempo, il ricorso alle procedure ordinarie di affidamento e ai relativi presidi di qualità tecnica. Il CNI ritiene che tali strumenti debbano restare eccezionali, tempificati e soggetti a verifica periodica della loro effettiva necessità, e non condivide un loro utilizzo come modalità ordinaria di gestione dell'azione amministrativa”.

“Il decreto – ha proseguito Perrini - in più punti manifesta l'esigenza di conciliare la spinta all'accelerazione procedimentale con il rispetto degli standard di qualità tecnica e di sicurezza propri della progettazione e della direzione lavori, nonché con l'apertura del mercato a una pluralità di operatori economici, comprese le piccole e medie imprese e i professionisti tecnici. Le previsioni derogatorie rispetto alla disciplina ordinaria non devono tradursi in una riduzione della concorrenza né in una compressione del ruolo dei professionisti tecnici abilitati. Rileviamo, infine, come gli interventi previsti dal decreto nei settori dell'energia, della decarbonizzazione industriale e delle infrastrutture strategiche rendano sempre più necessario orientare l'impiego delle risorse pubbliche secondo criteri tecnico-prestazionali misurabili, fondati su indicatori oggettivi di efficacia ambientale, efficienza energetica, sicurezza, sostenibilità economica e verificabilità dei risultati, valorizzando il contributo delle competenze tecnico-scientifiche nella definizione e nell'attuazione delle politiche pubbliche”.

In sintesi, il CNI ha espresso una valutazione articolata sul decreto-legge n. 107/2026, condividendone la finalità acceleratoria e di certezza dei tempi in vista della chiusura del PNRR, ma segnalando specifiche criticità che ha ritenuto utile portare all'attenzione della Commissione. In particolare, il Consiglio Nazionale ritiene che le politiche di decarbonizzazione dei comparti industriali strategici, e della siderurgia in particolare, rappresentino un'opportunità per coniugare sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e competitività del sistema produttivo nazionale, a condizione che gli investimenti pubblici siano orientati da criteri oggettivi di efficacia, misurabilità dei risultati e sicurezza degli impianti, valorizzando il contributo delle competenze ingegneristiche nella definizione e nell'attuazione degli interventi.

Il Consiglio ha ribadito la disponibilità a fornire, nel prosieguo dell'esame parlamentare, ogni elemento di valutazione tecnica utile a garantire che le esigenze di semplificazione e accelerazione procedimentale si concilino sempre con la qualità tecnica, la sicurezza, la concorrenza e la sostenibilità delle opere pubbliche e degli interventi infrastrutturali. In questa prospettiva, il CNI ha confermato la propria disponibilità a collaborare con Parlamento, Governo e Amministrazioni competenti nella definizione di criteri tecnici, indicatori prestazionali e metodologie di monitoraggio che consentano di massimizzare l'efficacia degli investimenti pubblici nei settori della transizione energetica, della decarbonizzazione industriale e delle infrastrutture strategiche.

Roma 7 luglio 2026

Comunicato stampa