Riforma delle professioni: la proposta del CNI per l'ingegneria dell'informazione
Chi progetta, dirige e collauda i sistemi digitali da cui dipendono i servizi essenziali deve poterne rispondere con il proprio nome
La legge delega di riforma degli ordinamenti professionali (A.C. 3068), all'esame della Commissione Giustizia della Camera, lascia ai decreti legislativi il compito di definire le attività riservate.
Per questo il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, con il Comitato Italiano Ingegneria dell'Informazione (C3i), ha preparato una proposta di articolato sulle competenze e le attività riservate dell'ingegnere dell'informazione. È scritta come schema di decreto attuativo e contiene una relazione illustrativa, 12 articoli e un allegato tecnico. È il contributo tecnico del CNI al confronto con il Ministero vigilante previsto dalla legge delega, che stabilisce che i decreti siano adottati sentito il Consiglio nazionale.
Che cosa prevede
- Tre atti con un responsabile. Progettazione, direzione dei lavori e collaudo di opere e sistemi ICT spettano agli ingegneri iscritti all'Albo. Gli obblighi crescono con il rischio, con la dimensione dell'organizzazione e con la criticità del servizio.
- Più tutele dove il rischio è più alto. Per le infrastrutture critiche e i servizi essenziali individuati dalle norme europee su cybersicurezza (NIS2) e resilienza (CER) serve sempre un ingegnere iscritto alla Sezione A.
- Un Responsabile per la transizione digitale qualificato. Nelle amministrazioni centrali, nelle regioni, nelle province autonome e nelle città metropolitane il ruolo spetta a un ingegnere iscritto alla Sezione A. Le altre amministrazioni possono organizzarlo anche in forma associata.
- Ruoli tecnici di vertice nelle grandi organizzazioni. La strutturazione dei sistemi critici e il governo della sicurezza informatica sono affidati a professionisti iscritti. Per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio lo sviluppo resta multidisciplinare: si chiede che la verifica del rischio e il collaudo indipendente siano firmati da un ingegnere.
Il CNI propone un testo concreto, pensato per essere una piattaforma di discussione con il legislatore e il Ministero Vigilante e sta predisponendo, assieme al suo Centro Studi, analoghi documenti sugli ulteriori quattro settori dell’albo degli Ingegneri, nell’assetto a cinque concordato con le parti istituzionali coinvolte.


